La Flc-Cgil di Messina in vista del nuovo anno torna ad affrontare i problemi della scuola, che interessano anche il territorio messinese.
Anche il nuovo anno scolastico, come i precedenti, si apre con lo stesso scenario: un precariato che persiste, si radica e diventa strutturale, così la Federazione sindacale della scuola fotografa il prossimo andamento occupazionale scolastico.
La provincia di Messina – osserva la Flc – non fa eccezione e contribuisce, con numeri significativi, a una crisi che riguarda l’intero Paese. Una precarietà che non è solo una condizione contrattuale, ma un fenomeno sociale che incide sulla qualità della vita delle lavoratrici e dei lavoratori e sul diritto allo studio delle studentesse e degli studenti.
A fotografare la situazione sono i dati dell’Ufficio scolastico provinciale di Messina, che la Flc riporta per evidenziare le criticità occupazionali: sul fronte dei docenti, alle 1296 nomine tra assegnazioni provvisorie e utilizzazioni si aggiungono 1791 nomine da Gps, incarichi questi ultimi a tempo determinato. Considerando che i docenti complessivamente sono 11.175, il 17% del corpo docente provinciale è precario. La Flc denuncia come la situazione sia anche peggiore per il personale Ata: su 2832 posti, 559 sono precari. Il 20% del personale Ata lavora senza stabilità.
“Non sono numeri astratti – sottolinea Patrizia Donato, segretaria generale della Flc Cgil Messina – dietro ogni cifra c’è una persona che deve fare i conti con scelte difficili, spesso dolorose. Le convocazioni Ata dei giorni scorsi lo hanno mostrato con chiarezza: prima ancora delle competenze professionali, le colleghe e i colleghi devono valutare se la sede è raggiungibile, se c’è il serale, se esiste una fermata del pullman, quanto tempo serve per arrivare, se l’incarico è compatibile con la cura dei figli o dei genitori anziani. E spesso lo stipendio non basta nemmeno per la benzina. Domande che non dovrebbero determinare la possibilità di lavorare, e invece decidono se una supplenza può essere accettata o deve essere rifiutata. Il precariato scolastico – aggiunge la segretaria della Flc di Messina – non è solo instabilità contrattuale: è disagio, è fatica, è rinuncia. È una scelta forzata tra lavoro e cura, in un Paese dove i salari sono tra i più bassi d’Europa”.
Le giornate di convocazione in presenza del personale Ata – fa presente il sindacato scuola della Cgil – hanno restituito con nettezza il dramma che attraversano le lavoratrici e i lavoratori, ma anche le scuole, con il personale costretto a rinunciare perché la sede è troppo lontana o disagiata, lavoratori obbligati a spostarsi ogni giorno su più plessi distanti chilometri in istituti colpiti da dimensionamenti «feroci e insensati» che hanno frantumato la geografia scolastica del territorio. Scene che raccontano una scuola impoverita, resa fragile da tagli strutturali e decisioni amministrative che ignorano la realtà locale.
Accanto alla denuncia, afferma la segretaria Flc, è doveroso riconoscere il lavoro svolto dall’Ufficio Scolastico Provinciale di Messina, dalle sue funzionarie e dai suoi funzionari. In un contesto complesso, con numeri elevatissimi di nomine e una mole di lavoro straordinaria, l’USP ha garantito: tutte le cattedre coperte dal 1° settembre, tutti i posti Ata della dotazione di fatto assegnati, nessuna scuola con posti scoperti. Un risultato che ha consentito alle istituzioni scolastiche della provincia di Messina di avviare l’anno scolastico in condizioni di piena funzionalità, consentendo – caldo permettendo – di iniziare con serenità. Un riconoscimento equilibrato, non celebrativo, ma dovuto: quando la macchina amministrativa funziona, va detto con chiarezza.
Messina conferma una verità che riguarda l’intero Paese: la scuola italiana continua a funzionare grazie al lavoro di migliaia di persone senza stabilità, che ogni anno ricominciano da capo e affrontano disagi enormi pur di garantire il diritto allo studio, questa la realtà che la Flc vuole rimarcare.
“Denunciare questa condizione non è polemica – conclude Donato – è responsabilità. E riconoscere il lavoro di chi, nonostante tutto, permette alla scuola di aprire, è altrettanto necessario. La Flc Cgil Messina continuerà a farlo, con la voce delle persone”.
