“Più che Sala d’Ercole ormai dovremmo parlare di ‘Ferie d’Ercole’. Dopo un mese di pausa, il Parlamento siciliano torna a essere ostaggio di assenze, rinvii e di un immobilismo che non ha precedenti. Ieri abbiamo assistito all’assenza del presidente Schifani e di buona parte della maggioranza, oggi apprendiamo che anche i lavori d’Aula programmati per oggi pomeriggio vengono rinviati per ragioni che non sono state chiarite. È una situazione che non può più essere considerata fisiologica, ma un modus operandi di questo governo regionale”. Lo dice Mario Giambona, vicepresidente del gruppo del Partito Democratico all’Assemblea Regionale Siciliana.
“Nel pomeriggio di ieri – prosegue Giambona – la Conferenza dei capigruppo aveva stabilito che oggi l’Aula avrebbe dovuto affrontare gli argomenti della rubrica Infrastrutture e Mobilità. Oggi, invece, ci troviamo di fronte a un rinvio motivato da una generica impossibilità, senza che siano state fornite spiegazioni adeguate. È un fatto politicamente e istituzionalmente grave, soprattutto perché arriva dopo settimane di sostanziale inattività”.
“Il dato è ancora più preoccupante – aggiunge – se consideriamo che siamo molto lontani dall’ultimo disegno di legge approvato dall’Assemblea e che, dopo un mese di ferie, il Parlamento regionale avrebbe dovuto riprendere immediatamente il proprio lavoro, affrontando le tante emergenze che gravano sulla Sicilia. Invece assistiamo a un nuovo stop. E persino il primo disegno di legge destinato a essere discusso, che riguarda i cimiteri monumentali, restituisce plasticamente la distanza esistente tra l’agenda dell’Assemblea e le urgenze che i siciliani vivono ogni giorno”.
“Non è più tempo di rinvii – conclude Giambona -. La Sicilia attraversa una fase delicata e ha bisogno di un Parlamento pienamente operativo e di un governo capace di assumersi le proprie responsabilità. Schifani e la sua maggioranza dicano con chiarezza quali sono le ragioni di questo immobilismo. L’ARS deve tornare a essere il luogo delle decisioni, non delle assenze”.
