La libertà non si negozia. La libertà di scelta non è un privilegio concesso da qualcuno: è un diritto. Un diritto che appartiene a tutti, senza distinzioni. Libertà religiosa, politica, culturale e sessuale sono espressioni diverse dello stesso principio: quello di poter vivere secondo le proprie convinzioni, la propria identità e i propri valori, nel rispetto degli altri.
È proprio in questo quadro va letto lo Stretto Pride 2026 “Sulla rotta dei diritti”. Al di là delle opinioni personali sulle modalità con cui viene celebrato, il suo significato fondamentaleè quello di rivendicare una libertà: la libertà di essere sé stessi e di poter manifestare pubblicamente la propria identità senza essere discriminati oconsiderati cittadini di serie B.
Presentato a Palazzo Zanca lo Stretto Pride 2026, che si svolgerà sabato 12 settembre. Presenti l’assessora alle Pari Opportunità Liana Cannata, l’assessora alle Politiche sociali Alessandra Calafiore e l’assessore ai Grandi Eventi Massimo Finocchiaro. Rosario Duca presidente di ArcigayMessina Makwan APS, Piera Calderone Diversity e Disability Manager per Caronte & Tourist, Marcella Magistro segretaria generale di Fisac-Cgil Messina.

Qualcuno potrà non condividere l’omosessualità, non sentirsi rappresentato dal Pride o avere convinzioni culturali e religiose differenti. Ed è perfettamente legittimo. La libertà, però, funziona in entrambe le direzioni: io sono libero di avere le mie convinzioni e tu sei libero di avere le tue. Ciò che non può diventare legittimo è pretendere che le proprie convinzioni si trasformino in un divieto per gli altri.
Una democrazia matura non dovrebbe avere paura delle differenze. Dovrebbe, al contrario, garantire a ciascuno lo spazio per esprimersi, purché nell’esercizio della propria libertà non venga calpestata quella altrui.

Il punto, dunque, non è stabilire chi abbia ragione sulle scelte personali degli altri. Il punto è riconoscere un principio molto più semplice e, allo stesso tempo, molto più importante: la vita degli altri non ci appartiene. È questo lo spirito dello Stretto Pride 2026, “Sulla rotta dei diritti”.
Possiamo discutere, dissentire, criticare e confrontarci. Ma nessuno dovrebbe avere il potere di decidere chi un’altra persona debba amare, in cosa debba credere, quali idee debba sostenere o quale identità debba vivere.
Perché la libertà è davvero tale solo quando vale per tutti. E quando cominciamo a togliere libertà agli altri perché le loro scelte non ci piacciono, prima o poi rischiamo di scoprire che anche la nostra libertà non è più così garantita.

La libertà non si negozia sulla base delle nostre preferenze: o è un diritto di tutti, oppure non è libertà.
Appuntamento sabato 12 settembre alle ore 16,30 a Piazza Antonello; partenza alle ore 17,30 secondo il seguente tragitto: corso Cavour, via Tommaso Cannizzaro, carreggiata ovest (lato monte) di via Garibaldi, fino a Piazza Unione Europea dove è prevista la conclusione della manifestazione.
