Autostrade Siciliane, Lombardo (ScN): “Ora tutti scoprono il CAS. Noi avevamo posto da tempo il tema della concessione”

«Oggi anche l’ex assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone interviene sul futuro del CAS, arrivando a proporre il commissariamento del Consorzio e la consegna della rete autostradale allo Stato. È la conferma che il tema che Sud chiama Nord aveva posto da tempo non era né strumentale né rinviabile: bisogna decidere quale futuro dare al CAS e, soprattutto, alle autostrade siciliane».

Lo dichiara Pippo Lombardo, deputato regionale di Sud chiama Nord, intervenendo nuovamente sulla situazione del Consorzio per le Autostrade Siciliane.

«Da tempo chiediamo al Governo regionale di chiarire quale sia la propria posizione sul mantenimento della concessione e sul futuro del Consorzio. Abbiamo chiesto che la questione venisse affrontata nelle sedi istituzionali competenti e abbiamo sollecitato un confronto sul piano di risanamento approvato dall’attuale Consiglio direttivo. Risposte concrete, però, non ne sono arrivate. Adesso il dibattito si sposta addirittura sull’ipotesi di consegnare la rete allo Stato. È una proposta sulla quale è legittimo confrontarsi, ma prima di arrivare a qualsiasi conclusione riteniamo indispensabile che il Governo regionale dica con chiarezza quale sia la propria strategia. La Sicilia deve sapere se la Regione intende ancora puntare sul CAS, mettendolo nelle condizioni di attuare un vero percorso di risanamento e di garantire sicurezza ed efficienza sulla A18 e sulla A20, oppure se ritiene esaurita l’esperienza del Consorzio e intende percorrere altre strade. Non si può continuare a navigare a vista mentre sul tavolo ci sono la concessione, la sicurezza della rete, gli investimenti necessari e il futuro stesso del CAS. Per questo torniamo a chiedere un confronto immediato tra Consorzio, Governo e Assemblea regionale. Il piano di risanamento approvato dal Consiglio direttivo deve essere esaminato e il Governo deve finalmente assumersi la responsabilità di indicare una direzione. Il problema non è difendere una sigla o una struttura amministrativa. Il punto è stabilire quale modello possa garantire ai siciliani autostrade sicure, efficienti e adeguatamente manutenute. Su questo servono decisioni e risposte, non altri mesi di silenzio».

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