Trentanove giovani, 35 aziende e dodici mesi per trasformare un’opportunità in esperienza. YoungME entra nel vivo e questa mattina, al Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca, sono state firmate le borse lavoro destinate ai giovani messinesi. Un percorso professionalizzante che punta a mettere in relazione competenze, imprese e futuro.
Alla firma erano presenti il sindaco Federico Basile, l’assessora alle Politiche Giovanili Iris Forami e Francesco Giorgio, presidente di Messina Social City, che rappresenta il braccio operativo del progetto e che ha sottolineato come la vera forza dell’iniziativa sia nella collaborazione tra Comune, aziende e ragazzi.
Il percorso durerà dodici mesi, con 25 ore settimanali: per i primi nove mesi il sostegno economico sarà garantito dal Comune, mentre gli ultimi tre saranno a carico dell’azienda ospitante. L’indennità prevista è di almeno 800 euro lordi mensili.
«È un punto di partenza», ha detto Basile, auspicando che le aziende possano apprezzare il lavoro dei giovani e trasformare questa esperienza in ulteriori opportunità. Per Iris Forami, invece, il valore di YoungME va oltre il sostegno economico: significa accompagnare i ragazzi nel mondo del lavoro, aiutandoli ad acquisire consapevolezza, curiosità e strumenti.
E poi c’è il ruolo di Messina Social City. Francesco Giorgio ha definito YoungME un meccanismo attraverso il quale «la città si prende cura della città», richiamando l’importanza di costruire sul territorio occasioni capaci di generare crescita professionale, economica e sociale.
Il progetto, finanziato nell’ambito del PN Metro Plus e Città Medie Sud 2021-2027, dispone complessivamente di circa 2,4 milioni di euro e prevede anche una seconda linea dedicata all’autoimprenditorialità giovanile.
Oggi, però, più che i numeri contano i volti. Perché una borsa lavoro, sulla carta, è una misura amministrativa. Per chi la firma può essere l’inizio di qualcosa di molto più concreto: il momento in cui un curriculum comincia finalmente a diventare esperienza.
E la vera sfida di YoungME sarà proprio questa: fare in modo che quei dodici mesi non rappresentino un traguardo, ma l’inizio di un percorso.
