Salute in viaggio, la prevenzione scende in strada e incontra i cittadini

 

La salute è il bene più prezioso, ma non sempre tutti hanno le stesse possibilità di prendersene cura. È da questa considerazione che prende forma il senso di «Salute in viaggio», il progetto promosso dal Gruppo Caronte & Tourist in collaborazione con il Comitato di Messina della Croce Rossa Italiana e la Curia, nato con l’obiettivo di avvicinare i servizi sanitari ai cittadini e portare la prevenzione direttamente nei quartieri.

Un’iniziativa che si inserisce anche nel percorso delle celebrazioni per i 60 anni del Gruppo Caronte & Tourist, scegliendo di trasformare un anniversario importante in un’occasione di attenzione concreta verso la comunità.

Nel corso della conferenza stampa, Vincenzo Franza ha richiamato il valore della salute come bene fondamentale: «La salute è il bene più prezioso, ma è anche quello che si sacrifica quando non si ha la possibilità». Una considerazione che dà voce al senso stesso del progetto: la salute è un diritto e contribuire a renderlo più accessibile rappresenta per il Gruppo motivo di orgoglio.

Un orgoglio condiviso da Piera Calderone, che ha raccontato la risposta ricevuta sul territorio. L’obiettivo, fortemente voluto da tutto il Gruppo, ha incontrato l’entusiasmo dei cittadini. Le persone non si sono limitate a partecipare, ma hanno trovato uno spazio in cui sentirsi ascoltate, fare domande e chiedere consigli. Una risposta significativa è arrivata anche nella zona di Briga, dove la presenza del parroco e il coinvolgimento della comunità parrocchiale hanno contribuito a favorire la partecipazione.

I numeri restituiscono la dimensione dell’esperienza: sette giornate di prevenzione in altrettante località, oltre mille cittadini raggiunti e più di 1.300 prestazioni sanitarie gratuite. Un bilancio che racconta non soltanto la partecipazione, ma anche la possibilità di portare controlli e informazioni sanitarie là dove spesso arrivano con maggiore difficoltà.

Antonio Chimicata, presidente del Comitato di Messina della Croce Rossa Italiana, ha richiamato l’attenzione sulle difficoltà che incontrano le persone più fragili, spesso incapaci di chiedere aiuto. Ci sono situazioni in cui manca persino un medico convenzionato di riferimento, rendendo ancora più difficile orientarsi e accedere ai servizi sanitari. Da qui l’importanza di iniziative capaci di raggiungere direttamente queste persone, intercettare i bisogni e offrire un primo punto di ascolto e orientamento.

Nel suo intervento, l’arcivescovo di Messina, mons. Giovanni Accolla, ha posto l’accento sul valore umano e sociale del progetto. La collaborazione tra realtà produttive, Chiesa e Croce Rossa dimostra come l’attenzione alla persona possa andare oltre le finalità proprie di ciascun soggetto, mettendo al centro la dignità umana. Ha richiamato anche il valore della presenza capillare delle parrocchie, capaci di creare un rapporto quotidiano con le persone e favorire occasioni di incontro e solidarietà. Un’attenzione che supera la logica del semplice rapporto tra domanda e offerta e che permette di avvicinare anche chi non riesce a esprimere un bisogno.

Per Pietro Franza, questa esperienza ha rappresentato un’occasione di riflessione sul rapporto tra il Gruppo e la città. La necessità è quella di avere un approccio a 360 gradi, essere presenti tra la gente, offrire opportunità e costruire collaborazioni con realtà come la Chiesa e la Croce Rossa. Una rete di relazioni che consente di guardare al territorio non soltanto attraverso le sue attività economiche, ma anche attraverso i bisogni delle persone.

Un altro aspetto importante riguarda la continuità del percorso: la prevenzione non deve esaurirsi nella singola giornata, ma può diventare anche un’occasione per accompagnare i cittadini verso le strutture sanitarie e favorire un accesso più consapevole ai servizi.

Sulla necessità di dare continuità all’iniziativa si è soffermato Giuseppe Morabito, presidente dell’Ordine delle professioni sanitarie, che ha ringraziato i medici e tutti i professionisti coinvolti. Il nome stesso del progetto, «Salute in viaggio», racchiude la sua filosofia: una sanità che si mette in movimento per raggiungere le persone. La prevenzione deve essere sempre più vicina ai cittadini e, per questo, occorrono ulteriori giornate e occasioni di incontro sul territorio.

La conferenza si è conclusa con la consegna di una targa da parte di Antonio Chimicata, a suggellare l’esperienza realizzata.

Al di là dei numeri, «Salute in viaggio» lascia un messaggio preciso: la prevenzione non può essere soltanto un servizio da attendere, ma deve diventare un’opportunità capace di raggiungere le persone. Perché avvicinare la sanità ai cittadini significa superare le distanze, ascoltare bisogni spesso inespressi e ricordare che la salute, prima ancora di essere un servizio, è un diritto.

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