La pietra antica che si fa bosco incantato, la scalinata monumentale che diventa palcoscenico naturale. C’era grande attesa ieri sera al Monte di Pietà per la messa in scena de “Sogno di una notte di mezza estate”, il capolavoro di William Shakespeare riletto dalla regia di Daniele Gonciaruk. Una serata che ha trasformato uno dei luoghi simbolo della città in un’arena teatrale vibrante di energia, incantando il pubblico presente.
La visione registica di Gonciaruk, fondatore della Bottega di Shakespeare, ha scommesso sulla forza evocativa dello spazio scenico: nessuna struttura invadente, ma uno sfruttamento sapiente dei gradini e degli scorci del Monte di Pietà. La commedia shakespeariana ha così preso vita attraverso una cifra stilistica fresca, dinamica e a tratti pop, capace di equilibrare l’ironia sfrontata degli artigiani-attori con la poesia sospesa degli spiriti del bosco. Puck, Oberon e Titania hanno mosso le fila di un gioco comico e sentimentale che ha conquistato spettatori di ogni età.
A dare corpo e voce ai personaggi sono stati gli allievi-attori della Scuola Sociale di Teatro e della Bottega di Shakespeare. Più che una semplice esibizione, la serata ha rappresentato il coronamento di un intenso percorso di formazione umana e artistica. Sul palco si è vista una coralità generosa e affiatata, a dimostrazione di come il teatro continui a essere uno straordinario strumento di aggregazione, crescita e valore pedagogico per la comunità messinese.
Un’occasione imperdibile per vivere la grande drammaturgia classica in una veste fresca, estiva e suggestiva nel cuore della città.
L’iniziativa ha raccolto il pieno sostegno delle istituzioni locali, con i patrocini del Comune di Messina, dell’Assessorato alla Cultura, della Fondazione Messina per la Cultura e della Città Metropolitana.
Il “Sogno” di ieri sera ha aperto ufficialmente il mini-dittico teatrale curato da Gonciaruk per la stagione estiva al Monte di Pietà. Il secondo e ultimo appuntamento è fissato per venerdì 31 luglio con l’opera “La Madre”, uno spettacolo dal registro più intimo e drammatico che promette di chiudere nel migliore dei modi questo ciclo dedicato al grande teatro.
