La vigilia della Vara, tra preghiera, memoria e quella voce che arriva al cuore

Prima delle corde, prima della folla, prima del grido «Viva Maria», Messina si è fermata a pregare.

La vigilia della Vara ha avuto il suo momento più intenso a piazza Castronovo, dove sono arrivati i Ceri Votivi e dove la comunità si è raccolta attorno alla Santa Messa presieduta dall’Arcivescovo, monsignor Giovanni Accolla. Un momento che, nel programma del Centenario, rappresenta uno dei passaggi religiosi più significativi che accompagnano la città verso il 15 agosto.
E quest’anno quel momento ha avuto un peso ancora più forte. Durante la celebrazione, il pensiero è andato alle vittime della tragedia di Pistunina, alle vittime della strada e, più in generale, a tutti i nostri morti. La festa, dunque, non ha cancellato il dolore: lo ha accolto dentro la preghiera.
Padre Antonello Angemi, cappellano della Vara, ha accompagnato la celebrazione con quella particolare sensibilità che nasce da un rapporto profondo con la festa e con la comunità messinese.
Poi la musica.
E per un momento la piazza ha cambiato respiro. La voce del tenore Emy Spadaro ha attraversato la celebrazione trasformando il canto in emozione, memoria e preghiera. Non soltanto un’esibizione, ma uno di quei momenti nei quali la musica riesce ad arrivare dove le parole spesso si fermano.
Attorno alla celebrazione, le autorità cittadine e la comunità messinese hanno condiviso una vigilia nella quale fede, identità e appartenenza si sono ritrovate insieme.
E mentre oggi la Vara si prepara al suo viaggio, resta l’immagine di una città che, prima di tirare, ha saputo fermarsi.
Fermarsi per ricordare.
Fermarsi per pregare.
Fermarsi per affidare a Maria chi non c’è più e chi sta attraversando un momento difficile.
Perché la Vara non comincia quando le corde si tendono.
Comincia molto prima. Comincia nel cuore di una città che, ancora una volta, si ritrova insieme.

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