Suicidio assistito, Forza Italia in Sicilia propone legge regionale per “dare forma giuridica a un diritto costituzionale”

Dare una risposta certa, tempestiva e uniforme in tutta la Sicilia alle persone affette da patologie irreversibili, sottoposte a trattamenti di sostegno vitale e intenzionate a chiedere l’accesso al suicidio medicalmente assistito. È l’obiettivo del disegno di legge depositato oggi all’Assemblea Regionale Siciliana dai deputati di Forza Italia Salvo Tomarchio e Stefano Pellegrino.

Tomarchio (nell’immagine di anteprima) è il primo firmatario della proposta, mentre Pellegrino è il capogruppo di Forza Italia all’Ars. Il testo, composto da quattordici articoli, intende dare attuazione alle pronunce della Corte costituzionale e colmare un vuoto normativo che, secondo i proponenti, dura ormai da sette anni.

“Una persona che soffre, che è malata in modo irreversibile, che è tenuta in vita da trattamenti di sostegno vitale e che chiede di poter porre fine alla propria esistenza con dignità ha il diritto di ricevere una risposta certa e tempestiva. Non una risposta burocratica o che dipende dalla sensibilità di un singolo direttore generale o dalla disponibilità di un avvocato. Una risposta che sia uguale per tutti, ovunque in Sicilia”, dichiarano Tomarchio e Pellegrino.

I due parlamentari riconoscono la delicatezza del tema, definendolo profondamente legato alla coscienza individuale, al dolore, alla libertà personale e alla fede. Proprio per questo, spiegano, il disegno di legge prevede garanzie sia per la persona malata sia per il personale sanitario coinvolto.

“Nessun professionista sanitario è obbligato a partecipare alla procedura, la partecipazione avviene su base volontaria”, sottolineano. Allo stesso tempo, la proposta stabilisce che l’informazione sulle cure palliative e sul diritto di rifiutare o interrompere qualunque trattamento debba precedere ogni altro passaggio.

Il disegno di legge non interviene sui requisiti di accesso, che restano quelli fissati dalla giurisprudenza costituzionale: patologia irreversibile, sofferenze fisiche o psicologiche ritenute intollerabili, trattamenti di sostegno vitale e piena capacità di assumere decisioni libere e consapevoli.

La Regione, spiegano Tomarchio e Pellegrino, eserciterebbe invece le proprie competenze in materia sanitaria disciplinando le modalità organizzative e procedurali attraverso cui le aziende sanitarie devono dare seguito alle richieste.

La proposta prevede l’istituzione, presso ogni Azienda sanitaria provinciale, di una Commissione multidisciplinare permanente composta da sette professionalità: cure palliative, neurologia, psichiatria, anestesia e rianimazione, medicina legale, psicologia clinica e infermieristica. Per ciascun caso, la commissione sarà integrata dallo specialista della patologia della persona interessata.

È inoltre previsto il parere dell’organismo per l’etica nella clinica già operante in azienda. La persona che presenta la richiesta potrà chiedere la partecipazione del proprio medico di fiducia ai lavori della commissione.

La somministrazione del farmaco, secondo il testo, dovrà essere effettuata esclusivamente dalla persona interessata, con l’assistenza del personale sanitario, in ospedale, in hospice o al domicilio. L’intero percorso sarà gratuito e revocabile in ogni momento.

“Il testo che proponiamo non risolve la questione di fondo, che spetta al Parlamento – concludono Tomarchio e Pellegrino – ma fa una cosa più modesta e più urgente: mette la Sicilia in condizione di rispondere, con procedure conoscibili e verificabili, a chi bussa alla porta di un’azienda sanitaria chiedendo di esercitare una facoltà e un diritto che la Costituzione gli riconosce”.

I deputati di Forza Italia auspicano infine che il tema possa essere discusso senza preconcetti e con la necessaria attenzione, anche alla luce delle sensibilità trasversali presenti sul tema, con l’obiettivo di arrivare a una rapida approvazione della norma.

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