Messina: Primo in Italia, un impianto di nuova generazione trasforma i materiali a rischio infettivo in energia

Un impianto di ultima generazione, il primo del suo genere in Italia, punta a rivoluzionare la gestione dei materiali sanitari a rischio infettivo: sterilizzarli, renderli sicuri e trasformarli, attraverso un processo tecnologicamente avanzato, in una risorsa energetica.

 

Presentato presso il Policlinico “Gaetano Martino” il nuovo servizio di trattamento e smaltimento dei rifiuti sanitari. Con la Rettrice Giovanna Spatari, la Direttrice Amministrativa Elvira Amata e l’assessore regionale alla Salute Marcello Caruso.

 

Elvira Amata ha sottolineato che “l’innovazione nasce dalla necessità di affrontare in modo più efficiente e sostenibile la gestione dei rifiuti prodotti da ospedali, strutture sanitarie, laboratori e altre attività soggette alla produzione di materiali potenzialmente infettivi. Un settore particolarmente delicato, nel quale sicurezza, tracciabilità e tutela ambientale devono procedere di pari passo”.

Il nuovo impianto, ha proseguito la Amata, “integra le diverse fasi del trattamento in un unico processo. I materiali a rischio infettivo vengono sottoposti a un trattamento di sterilizzazione che ne elimina la pericolosità biologica. Una volta resi sicuri, i materiali possono essere avviati alle successive fasi di trattamento e recupero energetico, riducendo il ricorso allo smaltimento tradizionale”.

 

La direttrice Amata ha concluso affermando che “l’obiettivo è duplice: da una parte garantire elevati standard di sicurezza nella gestione dei rifiuti sanitari, dall’altra recuperare il loro contenuto energetico, trasformando quello che normalmente rappresenta un costo di smaltimento in una possibile fonte di energia”.

 

Anche la Rettrice Giovanna Spatari si è soffermata sul fatto che “la tecnologia rappresenta un esempio di economia circolare applicata a un comparto particolarmente complesso. Il principio è semplice: ridurre il rischio, diminuire il ricorso allo smaltimento e valorizzare ciò che può essere recuperato. L’impianto inoltre contribuire a ridurre il trasporto dei rifiuti a rischio infettivo verso strutture specializzate lontane dal luogo di produzione, con potenziali benefici sia sul piano logistico sia su quello ambientale”.

L’assessore alla Salute Marcello Caruso ha dichiarato che “la realizzazione di una struttura di questo tipo segna un cambio di paradigma nella gestione dei rifiuti sanitari: non più soltanto un materiale da eliminare in condizioni di sicurezza, ma una risorsa che, dopo un adeguato processo di trattamento, può essere valorizzata”.

 

Un modello ha detto Caruso, “che unisce innovazione tecnologica, sicurezza sanitaria e recupero energetico che rappresenta una nuova frontiera per la gestione sostenibile dei rifiuti prodotti dal sistema sanitario italiano”. Un esempio virtuoso, da imitare non solo nella sanità pubblica ma anche in quella privata”.

 

 

 

Related posts