«La sicurezza delle autostrade siciliane è ormai una questione di rilevanza nazionale. La richiesta di un tavolo istituzionale tra le Prefetture di Palermo, Catania e Messina certifica la gravità di una situazione che rischia di sfuggire di mano e impone una riflessione sulle responsabilità della gestione del Consorzio per le Autostrade Siciliane e del Governo regionale».
Lo dichiara il deputato regionale di Sud chiama Nord, Giuseppe Lombardo, componente della IV Commissione Ambiente, Territorio e Mobilità dell’Assemblea Regionale Siciliana, intervenendo sulla nota trasmessa il 19 ottobre dall’ANSFISA alle Prefetture di Palermo, Catania e Messina in merito alle gravi criticità riscontrate lungo le autostrade A18 Messina-Catania e A20 Messina-Palermo.
L’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali ha infatti rappresentato l’esigenza di attivare un tavolo istituzionale che coinvolga le tre Prefetture territorialmente competenti, per affrontare congiuntamente le criticità rilevate e individuare le misure necessarie a garantire la sicurezza della circolazione e la continuità dei collegamenti.
Una situazione ulteriormente aggravata dalle risultanze delle verifiche effettuate dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, richiamate nella nota del 9 ottobre 2026, secondo le quali le autostrade A18 e A20, nelle attuali condizioni, non possono essere considerate percorribili con adeguati standard di sicurezza senza l’introduzione di misure più restrittive rispetto a quelle precedentemente individuate.
«Siamo davanti a un fatto di una gravità senza precedenti sul piano istituzionale», afferma Lombardo. «Quando l’Agenzia nazionale preposta alla vigilanza sulla sicurezza delle infrastrutture autostradali ritiene necessario coinvolgere direttamente tre Prefetture, significa che qualcosa non ha funzionato. E non ha funzionato né nella gestione e nella direzione del CAS, né nell’azione di governo e di vigilanza esercitata a livello regionale attraverso l’Assessorato alle Infrastrutture. Se non siamo di fronte a un commissariamento di fatto, è difficile trovare una definizione diversa per descrivere questa situazione. La questione della sicurezza delle nostre autostrade è ormai arrivata a un livello tale da richiedere un intervento istituzionale che supera la gestione ordinaria regionale».
Il deputato richiama inoltre l’attenzione sulle conseguenze che eventuali limitazioni della circolazione potrebbero determinare sull’intero sistema della mobilità siciliana.
«Non possiamo permetterci che le criticità delle autostrade A18 e A20 si traducano in una paralisi dei collegamenti. L’eventuale introduzione di ulteriori restrizioni, con il conseguente trasferimento dei flussi di traffico sulla viabilità secondaria, rischierebbe di compromettere anche la sicurezza e la funzionalità delle strade alternative, con pesantissime ripercussioni economiche e sociali sulle comunità interessate. È necessario affrontare il problema nella sua complessità, evitando che una situazione già critica produca un effetto domino sull’intero sistema della mobilità».
Proprio alla luce di questo scenario, Lombardo ha inviato oggi una nota formale al direttore generale dell’ANSFISA, ingegnere Emanuele Renzi, chiedendo che al tavolo istituzionale promosso attraverso le Prefetture venga assicurata anche la partecipazione di una rappresentanza della IV Commissione legislativa dell’ARS.
«La IV Commissione ha affrontato ripetutamente le criticità della rete autostradale siciliana attraverso audizioni, approfondimenti e iniziative di controllo. Ritengo indispensabile che questo lavoro possa trovare un raccordo diretto con le istituzioni nazionali chiamate oggi a intervenire. Per questo ho chiesto formalmente al direttore generale dell’ANSFISA di valutare favorevolmente la partecipazione di una nostra rappresentanza al tavolo e di sottoporre la proposta alle Prefetture competenti».
«La priorità assoluta deve essere la sicurezza dei cittadini, ma non possiamo ignorare le responsabilità politiche e gestionali che ci hanno condotto fino a questo punto. Il coinvolgimento delle Prefetture rappresenta un segnale istituzionale inequivocabile: la gestione ordinaria non è stata in grado di fornire risposte adeguate. Adesso occorrono decisioni concrete, responsabilità chiare e un coordinamento efficace per evitare che a pagare il prezzo di questa situazione siano ancora una volta i siciliani», conclude Lombardo.
