Guardie mediche a rischio nella Valle del Mela, Sciotto (Sud chiama Nord): «La Regione chiarisca subito. Nessun arretramento sulla sanità di prossimità»

«Da giorni circola, anche sui social, la notizia secondo cui dal 31 dicembre 2026 il servizio di guardia medica nella Valle del Mela verrebbe soppresso. Si tratta di un’indiscrezione che sta generando forte preoccupazione tra i cittadini e che non può restare senza risposta. Per questo abbiamo presentato un’interrogazione urgente al Presidente della Regione e all’Assessore regionale della Salute: se la notizia è infondata, va smentita immediatamente; se è vera, si devono chiarire responsabilità e motivazioni di una scelta che sarebbe gravissima».

Lo dichiara l’On. Matteo Sciotto, deputato regionale di Sud chiama Nord, primo firmatario dell’interrogazione sottoscritta anche dagli onorevoli Cateno De Luca, Giuseppe Lombardo e Andrea Messina.

«Le guardie mediche -prosegue Sciotto -garantiscono risposte tempestive ai bisogni sanitari non rinviabili quando medico di famiglia e pediatra non sono disponibili. Nei piccoli comuni, già penalizzati da una viabilità difficile e dalla progressiva riduzione dei servizi essenziali, rappresentano un presidio irrinunciabile. Chiuderle significherebbe lasciare intere comunità senza un riferimento sanitario vicino, colpendo prima di tutto anziani, persone fragili e chi non può spostarsi facilmente verso strutture più lontane».
Con l’interrogazione Sciotto chiede se esiste un piano di chiusura o riduzione del servizio nella provincia di Messina, con quali sedi, tempi e motivazioni, e come si garantirà un’assistenza almeno equivalente all’attuale.
«La Valle del Mela è riconosciuta come Area ad Elevato Rischio di Crisi Ambientale – ricorda il deputato regionale – In un territorio che richiede un’attenzione maggiore alla tutela della salute, ridurre l’assistenza di prossimità sarebbe semplicemente ingiustificabile».
«I sindaci chiedono di essere informati e coinvolti» conclude Sciotto. «Sulla salute dei cittadini servono trasparenza e confronto, non decisioni calate dall’alto».

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