Si è svolta oggi nella Sala Senato del Rettorato la conferenza stampa di presentazione del convegno “Criminalità nazionale e transnazionale: strumenti e obiettivi in Italia e in Europa”, un evento di portata internazionale che vedrà la partecipazione di ospiti illustri come la Presidente del Parlamento Europeo Roberta Metsola e il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.
Ad aprire l’incontro è stato Giuseppe Antoci, europarlamentare e presidente della Commissione Politica DMED del Parlamento Europeo: “Questo evento è molto significativo nella lotta al crimine organizzato. L’ispirazione viene anche dai 70 anni della Carta di Messina. Vogliamo dare un contributo concreto, partendo da un luogo simbolico come l’Università. Questo è un seme che andrà innaffiato con i fatti”.
Con un’immagine incisiva, Antoci ha aggiunto: “Le mafie prolificano dove c’è desertificazione scolastica”, sottolineando il legame tra istruzione, cultura e prevenzione del crimine. Ha inoltre annunciato che gli atti del convegno saranno pubblicati, arricchiti dai contributi dei relatori, e ha ribadito il respiro internazionale dell’iniziativa: “Ci saranno tanti ospiti importanti come il Ministro Piantedosi e la Presidente Metsola. È un chiaro segnale della portata europea di questo incontro”.
Il Procuratore Distrettuale Antimafia di Messina, Antonio D’Amato, ha richiamato l’attenzione su un rischio concreto per il territorio: “Gli appetiti della criminalità organizzata potrebbero anche concentrarsi sulla prossima realizzazione del Ponte sullo Stretto. È atteso un cospicuo aumento delle forze in campo per contrastare questo gravissimo pericolo”.
La Rettrice dell’Università di Messina, prof.ssa Giovanna Spatari, ha espresso soddisfazione per la realizzazione del convegno: “Sono onorata che un evento di questo livello si svolga qui, a 70 anni di distanza dal convegno sulla Conferenza di Messina e Taormina, che vide la presenza del Presidente della Repubblica. Mi auguro che Messina possa tornare a essere protagonista, individuando strumenti concreti per prevenire e contrastare la criminalità organizzata. Le università non sono solo comunità scientifiche, ma presidi civili e democratici”.
Il convegno si articolerà in tre sessioni principali: armonizzazione dei sistemi penali europei, nuove frontiere della criminalità mafiosa – dai tradizionali affari al cyberspazio, criptovalute e intelligenza artificiale – e rischi legati all’uso illecito dei fondi europei, incluso il PNRR.
Martedì, l’Aula Magna dell’Ateneo diventerà un laboratorio di idee e strategie, confermando Messina come crocevia europeo di riflessione, formazione e impegno concreto nella lotta al crimine organizzato.
