Al Monte di Pietà la presentazione di “Anatomia della Colpa”: quando la scrittura diventa denuncia e riscatto contro la violenza di genere

Una riflessione profonda, dolorosa ma necessaria, che scuote le coscienze e rifiuta ogni forma di alibi. Il suggestivo scenario del Monte di Pietà di Messina ha ospitato, martedì 16 giugno, la presentazione del volume “Anatomia della Colpa. Il peso del rimorso”. L’opera, curata da José Russotti (che ha anche coordinato l’incontro), è stata realizzata dalla Città Metropolitana di Messina – Servizio Politiche culturali diretto dall’avv. Anna Maria Tripodo. L’evento si è configurato come un cruciale momento di approfondimento e confronto su temi purtroppo sempre attuali: la violenza di genere, la responsabilità individuale e l’urgenza di un radicale cambiamento culturale. Il fulcro del libro, infatti, risiede in una convinzione precisa: il femminicidio non è mai un gesto isolato o improvviso, bensì l’esito estremo di una radicata cultura del possesso che si annida nei comportamenti quotidiani, nei modelli educativi e negli stereotipi che la società fatica a scardinare.

I lavori si sono aperti con i saluti  della dott.ssa  Nuccia di Gennaro,(il Sindaco Metropolitano dott. Federico Basile era assente per motivi istituzionali) funzionaria responsabile dell’Ufficio Gestione Beni e Strutture di Interesse Culturale dell’Ente e curatrice dell’evento, che ha dato il via agli interventi, esprimendo profonda gratitudine per la forza e il valore civile delle testimonianze condivise.

Il volume è un’antologia che raccoglie i contributi di 45 autori, chiamati a interrogarsi senza filtri sul dramma della violenza. Ad aprire le pagine — e l’incontro — è stata la toccante testimonianza di Grazia Distefano, l’unica voce femminile del libro. Il suo testo introduttivo descrive un intenso percorso autobiografico: il lungo e faticoso viaggio che l’ha condotta dal silenzio forzato dall’abuso alla riconquista della propria voce. Un atto di straordinario coraggio capace di trasformare il trauma personale in memoria collettiva e consapevolezza condivisa.

Se la Distefano rappresenta la forza della rinascita, le successive riflessioni del libro affidano agli uomini un compito preciso: assumersi la responsabilità, sia personale che collettiva, senza cercare scuse o giustificazioni. Il percorso tracciato mette in luce gli errori, i pregiudizi e i meccanismi di dominio culturale maschile, trasformando la scrittura in un vero e proprio atto civile.

Il tavolo dei relatori ha offerto un approccio multidisciplinare al fenomeno.

Emanuele Crescenti (Procuratore Capo della Repubblica presso il Tribunale di Palmi) ha arricchito il dibattito con una preziosa e lucida prospettiva istituzionale e giuridica, analizzando le complesse sfide che il sistema giudiziario e la società civile devono affrontare per garantire tutela e prevenzione. Barbara Cortimiglia (psicologa, psicoterapeuta e sessuologa clinica), autrice della prefazione, ha analizzato le radici psicologiche profonde della violenza di genere, soffermandosi sugli devastanti effetti psicologici e sociali che essa produce sulle vittime e sul contesto circostante. Santina Paradiso (avvocato e già dirigente comunale), che ha curato la postfazione, ha offerto una disamina storica e culturale, evidenziando come la violenza contro le donne affondi le sue radici in secoli di squilibri di potere. All’incontro hanno preso parte attiva anche Annamaria Tarantino, presidente dell’ACISJF, e l’editore Costantino Di Nicolò, che ha creduto fortemente nel progetto editoriale.

La serata, densa di emozioni e spunti di riflessione, è stata interamente documentata dagli scatti del fotografo Paolo Pergolizzi, che ha impresso nelle immagini l’intensità di un momento in cui la cultura messinese si è schierata, compatta, per rompere il silenzio.

 

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