Una Giornata di Studio su Giovanni Spadolini si terrà a Messina

Una interessante Giornata di Studio su Giovanni Spadolini si terrà a Messina Sabato 20 giugno 2026 con inizio alle ore 9:00 presso l’Hotel Sant’Elia di via I Settembre, n. 67, dal titolo “Cultura e Politica in Giovanni Spadolini”.
Introdurrà e presiederà i lavori Pietro Currò, Segretario Regionale della Sicilia del Partito Repubblicano Italiano.
Federico Basile, Sindaco di Messina, porgerà i saluti istituzionali della Città.
Interverranno Corrado De Rinaldis Saponaro, Segretario Nazionale del P.R.I.; Angelo Toscano, Segretario cittadino del P.R.I.; Sergio Di Giacomo, giornalista e storico; Domenico Mazza, storico; Pippo Rao, Vicepresidente Nazionale Democrazia Liberale.
L’Evento vuole ricordare la cultura e la politica di Giovanni Spadolini, che tra l’altro sosteneva che: “Senza la cultura non c’è vera politica, e senza la politica non c’è vera cultura”. Una dicotomia, dunque, inscindibile sulla quale credeva fermamente.
Giovanni Spadolini fu un uomo politico di spiccata cultura. Per due volte fu nominato Presidente del Consiglio; rivestì il ruolo di Ministro in diversi Governi. Venne eletto Presidente del Senato, carica che ricoprì nella decima e undicesima legislatura.
Il suo impegno politico si intreccia sempre con quello intellettuale. Collaborò con diverse testate ed attraverso la direzione del “Resto del Carlino” e del “Corriere della Sera” intese il giornale come luogo di formazione dell’opinione pubblica responsabile.
Ha ricoperto numerose cariche culturali, presiedendo l’Università Bocconi, la Giunta centrale degli studi storici, l’Istituto italiano di studi storici di Benedetto Croce, la Società toscana per la storia del Risorgimento.
Un uomo con una spiccata cultura: non solo politico, ma anche storico e giornalista sviluppando il suo pensiero e la sua attività in più settori.
Il Segretario Regionale del P.R.I., Pietro Currò, ricorda che “Giovanni Spadolini vedeva la cultura e la politica come dimensioni inscindibili della vita civile, convinto che la democrazia si nutrisse di conoscenza storica e coscienza critica e riteneva che l’Italia unita avesse bisogno di una classe dirigente colta, capace di ancorare le scelte politiche a una solida memoria nazionale, privilegiando il metodo della ricerca come antidoto al dogmatismo e alle semplificazioni ideologiche. Credeva fermamente nel ruolo dello Stato laico come garante del pluralismo culturale, in polemica tanto con le ingerenze clericali quanto con le tentazioni totalitarie di qualunque segno”.
Pietro Currò, rammenta che Giovanni Spadolini “Fondò e animò riviste e collane editoriali, convinto che la diffusione del sapere fosse un atto politico in senso alto”; inoltre, “… come Ministro dei Beni Culturali e come Presidente del Senato, sostenne che la tutela del patrimonio artistico e archivistico non fosse un lusso, ma fondamento dell’identità collettiva. Nel Partito Repubblicano incarnò la tradizione mazziniana che unisce educazione, etica pubblica e impegno civile. Lasciò in eredità l’idea che fare politica senza cultura portasse, inevitabilmente, a fare cattiva politica”.
Giovanni Spadolini concepiva la cultura come fondamento dello Stato, definendola “il cuore” della vita civile e la misura della maturità di una Nazione.
Per lui la cultura non era un ornamento, ma un diritto pubblico da tutelare e valorizzare attraverso istituzioni solide; come dimostrò istituendo nel 1974 il Ministero per i Beni Culturali e Ambientali.
Politicamente, incarnò un’idea laica, rigorosa e repubblicana, fondata sul rispetto delle istituzioni e sul dialogo tra diverse tradizioni politiche, dal liberalismo al socialismo democratico, fino al cattolicesimo sociale.
La scuola, la storia e la memoria civile erano per lui pilastri della democrazia: indispensabili per formare cittadini critici e responsabili!

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