Da Messina a San Fratello, la sesta edizione della manifestazione ha unito memoria, solidarietà e sensibilizzazione sulla donazione di sangue, midollo osseo, organi e tessuti. Al centro il ricordo di Gaetano Alessandro e l’impegno di quanti hanno trasformato la sua storia in un concreto messaggio di vita.
Il rombo delle moto, la memoria di Gaetano Alessandro e un messaggio di solidarietà capace di attraversare territori e generazioni. Si è svolta così la sesta edizione del “Motoraduno per la Vita”, manifestazione nata per promuovere la cultura della donazione e ricordare una persona che, dopo aver ricevuto un trapianto di cuore, aveva scelto di dedicare la sua seconda vita agli altri.
La giornata ha preso il via dall’IRCCS Centro Neurolesi “Bonino Pulejo” – Ospedale Piemonte di Messina, dove si sono ritrovati motociclisti, volontari, rappresentanti delle associazioni e sostenitori dell’iniziativa. Dopo il raduno e la colazione, i partecipanti hanno preso parte alla benedizione dei caschi, momento simbolico che ha unito la sicurezza del viaggio al valore della vita e della solidarietà.
La carovana ha poi raggiunto la chiesa di Santa Maria di Gesù Inferiore, a Provinciale, luogo particolarmente caro a Gaetano Alessandro. Anche qui si è svolto un momento di benedizione e di ricordo, prima della partenza verso San Fratello, destinazione conclusiva del motoraduno.
A San Fratello, nell’Aula consiliare, si è tenuto il convegno dal titolo “La cultura della donazione: un gesto per la Vita”, occasione di confronto e sensibilizzazione sul valore della donazione di sangue, midollo osseo, organi e tessuti. Un tema che ha trovato nella storia di Gaetano un riferimento concreto e profondamente umano: la possibilità di rinascere grazie a un gesto di generosità e, successivamente, di trasformare quella seconda possibilità in un impegno quotidiano verso gli altri.
Crupi e Leonardi, due figure centrali del progetto
Tra le figure centrali della manifestazione vi è stata la dott.ssa avv. Maria Felicita Crupi, direttore amministrativo dell’IRCCS Centro Neurolesi “Bonino Pulejo” di Messina, alla quale si deve, insieme al dott. Salvatore Leonardi, l’ideazione del “Motoraduno per la Vita”.
Leonardi è il direttore dell’Unità operativa complessa di Anestesia e Rianimazione dell’Ospedale Piemonte e svolge anche il ruolo di coordinatore locale per la donazione degli organi. La sua presenza all’interno dell’iniziativa assume quindi un significato particolarmente importante: proprio dal mondo della rianimazione e della terapia intensiva passa una parte decisiva del percorso che può condurre alla donazione degli organi e, attraverso il trapianto, offrire una nuova possibilità di vita.
Il coinvolgimento del dott. Leonardi lega così il motoraduno alla realtà quotidiana dell’ospedale, dei pazienti e delle famiglie che si trovano ad affrontare momenti delicati e spesso dolorosi. La cultura della donazione, infatti, non può essere considerata soltanto un tema da affrontare durante gli eventi pubblici, ma deve diventare parte integrante dell’informazione sanitaria e della consapevolezza collettiva.
Nel corso della conferenza, la dott.ssa avv. Crupi ha ricordato anche come l’idea della manifestazione sia maturata attraverso la conoscenza con Calogero Leanza, che le avrebbe suggerito di rivolgere particolare attenzione alla comunità di San Fratello e di costruire proprio lì un’occasione di incontro, riflessione e sensibilizzazione. Da quella intuizione è nato un appuntamento capace di mettere in relazione il mondo sanitario, le associazioni, le istituzioni e la società civile.
Prima degli interventi delle associazioni, ha preso la parola anche il dott. Nucifora, dirigente dell’IRCCS Centro Neurolesi “Bonino Pulejo”, contribuendo a richiamare l’attenzione sul ruolo della sanità nella promozione della cultura della donazione e sulla necessità di continuare a informare e sensibilizzare la popolazione.
Il valore della donazione di sangue
Spazio è stato dato quindi all’AVIS Comunale di Messina, rappresentata dalla vicepresidente Giovanna Mangano e dal tesoriere Nino Pelleriti. Dopo l’intervento della vicepresidente, Pelleriti ha parlato dell’importanza della donazione di sangue, sottolineando il valore di un gesto semplice, volontario e indispensabile per garantire assistenza e cure a numerosi pazienti.
La donazione deve diventare sempre più una pratica consapevole e partecipata, sostenuta da una costante opera di informazione. Un messaggio particolarmente importante anche per le persone affette da patologie che richiedono trasfusioni periodiche.
A seguire è intervenuta la FASTED Messina ETS, rappresentata dal presidente Tony Saccà, realtà impegnata nella tutela e nel sostegno delle persone affette da talassemia e da altre emoglobinopatie. La presenza dell’associazione ha richiamato l’attenzione sulla necessità di garantire continuità alle donazioni di sangue, fondamentali per la vita e per le terapie di tanti pazienti.
Il convegno ha visto il coinvolgimento di diverse realtà associative: ADMO, AIDO Messina, O.D.V. Donare è Vita “Gaetano Alessandro”, AVIS Comunale Messina e FASTED Messina. Una rete di organizzazioni unite da un obiettivo comune: diffondere la cultura del dono e ricordare che dietro ogni donazione ci sono persone, famiglie, speranze e possibilità di vita.
Le targhe ai partecipanti e ai gruppi
Al termine della conferenza si è svolto anche un momento di riconoscimento e di ringraziamento. Sono state consegnate targhe commemorative e di partecipazione ai rappresentanti dei diversi gruppi e delle associazioni coinvolte, ai partecipanti e al moderatore del convegno, a testimonianza del contributo offerto da ciascuno alla riuscita della manifestazione.
Un gesto simbolico per valorizzare il lavoro di squadra e la presenza di quanti hanno scelto di sostenere il messaggio del “Motoraduno per la Vita”, insieme ai gruppi motociclistici che hanno accompagnato la carovana da Messina a San Fratello.
La manifestazione si è conclusa con un momento conviviale: è stato previsto un light lunch, occasione per proseguire informalmente il dialogo tra i partecipanti e rafforzare lo spirito di condivisione che ha accompagnato l’intera giornata.
Nel corso dell’iniziativa è stato annunciato anche uno screening gratuito in parrocchia, organizzato in occasione delle celebrazioni dei Santi Cosma e Damiano, ulteriore segnale di un impegno che non si esaurisce nella singola manifestazione, ma punta a promuovere prevenzione, attenzione alla salute e partecipazione.
Il “Motoraduno per la Vita” non è stato soltanto un percorso in moto da Messina a San Fratello. È stato soprattutto un viaggio nella memoria e nella responsabilità collettiva. Quella di Gaetano Alessandro continua a essere una storia capace di parlare al presente: la sua espressione, “ci penso io”, è diventata un’eredità morale, un invito a non voltarsi dall’altra parte e a scegliere, ogni volta che è possibile, di esserci per gli altri.
