Messina guarda alla Cina per costruire nuove opportunità di sviluppo. Il dialogo avviato attraverso il Conservatorio Corelli si allarga alla tecnologia, al teatro e agli investimenti, con l’obiettivo di coinvolgere le imprese e creare ricadute concrete per il territorio. Una collaborazione che punta a superare i confini culturali per diventare anche un’occasione economica.
Il percorso, avviato nel maggio 2025, ha portato fino al settembre 2026 alla definizione di tre memorandum per sviluppare progetti condivisi. Tra le prospettive figurano nuove applicazioni tecnologiche e l’impiego della robotica, in un confronto che mette in relazione competenze cinesi e risorse siciliane.
L’assessore alle Attività produttive e promozionali del Comune di Messina, Massimo Finocchiaro, ha richiamato i rapporti già esistenti con Trapani nel settore enogastronomico e l’interesse cinese verso le competenze del territorio. Tra le prospettive, anche il coinvolgimento di aziende disponibili a partecipare al percorso. Finocchiaro ha raccontato come la conoscenza diretta abbia superato le iniziali diffidenze, facendo emergere affinità con una popolazione meno distante di quanto immaginasse.
Il Conservatorio Corelli è il punto di raccordo di questa relazione. Il presidente del Conservatorio statale di musica “Arcangelo Corelli”, Egidio Bernava, ne ha sottolineato il valore e la riconoscibilità nazionale, ricordando come la musica rappresenti la chiave per consolidare il rapporto con la Cina. Anche i percorsi formativi, articolati su tre anni in Italia e quattro in Cina, possono offrire occasioni di confronto e collaborazione. Per Bernava, quella di oggi è una giornata importante per il futuro, ma il risultato dipenderà dall’impegno condiviso di tutti.
«Prima di essere italiano voglio essere siciliano». Le parole di Antonio Wang, intervenuto a Palazzo Zanca per conto di Vinci Cultura, raccontano un legame che va oltre le relazioni istituzionali. Due anni fa, ha ricordato, il progetto suscitava soprattutto curiosità; oggi, dopo un lavoro costante fondato sull’ascolto, comincia a delinearsi una collaborazione più concreta. Parlare a Palazzo Zanca rappresenta per lui un atto di appartenenza, il ponte tra due mondi che ha la fortuna di chiamare casa.
La prospettiva è allargare ulteriormente questo rapporto. L’arrivo previsto di circa cento studenti cinesi, che vivranno a Messina, frequenteranno i negozi e utilizzeranno i servizi cittadini, può tradursi in nuove opportunità per la ricettività, la ristorazione e il commercio.
«Non chiediamo assistenza, offriamo investitori», ha sottolineato Wang, chiarendo la volontà di andare oltre il patrocinio istituzionale e trovare interlocutori interessati a costruire collaborazioni operative. L’intenzione è coinvolgere nuove realtà e aprire spazi di investimento anche in settori diversi dalla musica.
Un’apertura che interessa direttamente il sistema economico locale. Il presidente della Camera di Commercio, Blandina, ha espresso attenzione per le prospettive di sviluppo e per le possibilità offerte dall’innovazione tecnologica cinese, richiamando anche il valore della tradizione musicale messinese.
La sfida, adesso, è trasformare il dialogo in risultati, mettendo in rete istituzioni, imprese e competenze. La musica ha aperto la strada; a Messina spetta il compito di farne un’occasione di crescita per tutta la città.
Messina e Cina, la musica apre nuove strade tra cultura, tecnologia e impresa
