Nel cortile interno di Palazzo Zanca, tra strutture romane e testimonianze medievali, la storia di Messina torna a essere visibile. Dopo sei anni di chiusura, riaprono al pubblico l’area archeologica e l’Antiquarium, ospitato al piano terra del municipio, dove ceramiche e manufatti raccontano la vita quotidiana e gli scambi commerciali della città nei secoli passati.
La riapertura, avvenuta oggi, 22 ottobre, restituisce alla città un patrimonio che attendeva di tornare fruibile e segna un nuovo passaggio nel percorso di valorizzazione culturale promosso dal Comune in collaborazione con la Soprintendenza. Un lavoro nel quale si inserisce l’impegno dell’assessore alla Cultura e al Turismo Enzo Caruso, orientato a rendere accessibili luoghi che custodiscono una parte significativa dell’identità messinese.
Inaugurato nel 2009, l’Antiquarium accompagna il visitatore alla scoperta dell’area archeologica. I reperti esposti aiutano a leggere ciò che emerge dagli scavi, offrendo un contesto storico alle strutture conservate nel cortile. Non semplici frammenti del passato, ma tracce di una città che ha attraversato epoche diverse, intrecciando culture, attività e relazioni commerciali.
L’area archeologica restituisce una stratificazione che va dall’età romana, con testimonianze di epoca imperiale, fino al periodo medievale. Un patrimonio particolarmente significativo proprio per la sua collocazione: nel cuore della sede comunale, sotto gli spazi della vita amministrativa contemporanea, riaffiorano le tracce di una Messina più antica, che continua a raccontare la propria storia.
La riapertura arriva dopo un lungo periodo di chiusura e le sollecitazioni pubbliche per restituire il sito alla fruizione. Un passaggio che richiama l’attenzione sull’importanza di rendere accessibile il patrimonio storico e archeologico, affinché non rimanga una presenza nascosta, ma diventi parte integrante della vita culturale cittadina.
La giornata inaugurale ha previsto anche attività didattiche rivolte agli alunni delle scuole primarie e secondarie di primo grado, con laboratori coordinati dall’Archeoclub dello Stretto e visite guidate curate dai volontari del Servizio Civile Nazionale. Un’occasione per avvicinare i più giovani all’archeologia attraverso il contatto diretto con i luoghi e i reperti, rendendo la storia un’esperienza da osservare e comprendere, oltre che da studiare.
Per l’assessore Enzo Caruso, la riapertura si inserisce nel più ampio lavoro di valorizzazione del patrimonio culturale cittadino, con la prospettiva di integrare questi spazi nei percorsi di conoscenza e di visita di Messina. La sfida, adesso, sarà garantire continuità alla fruizione e fare in modo che l’Antiquarium e l’area archeologica non siano soltanto luoghi da inaugurare, ma spazi da vivere.
Perché un patrimonio non acquista valore soltanto quando viene restaurato o riaperto. Lo acquista davvero quando torna a essere accessibile, quando entra nella vita della comunità e permette a cittadini e visitatori di riconoscere, nelle tracce del passato, una parte della propria storia.
