Messina riabbraccia la sua storia: riaprono l’Antiquarium e gli scavi archeologici di Palazzo Zanca

Un viaggio a ritroso nel tempo, proprio sotto i passi della vita cittadina e amministrativa di ogni giorno. La città di Messina si riappropria di una tessera fondamentale della sua memoria storica. Dopo diversi anni di chiusura, riaprono ufficialmente al pubblico l’Antiquarium e la sottostante area archeologica all’interno di Palazzo Zanca.

La riapertura è il frutto di un importante lavoro di tutela, manutenzione e valorizzazione condotto dal Comune in sinergia con la Soprintendenza. I visitatori potranno così tornare ad ammirare le suggestive strutture urbane e gli isolati abitativi risalenti all’epoca romana. Accanto all’area degli scavi, il percorso museale dell’Antiquarium ripercorre le origini e l’evoluzione della città attraverso i secoli.

Sull’iniziativa è intervenuto il sindaco Federico Basile, definendo Palazzo Zanca la casa dei messinesi, ovvero il luogo in cui si amministra il presente ma si custodisce la memoria del passato. Il primo cittadino ha poi evidenziato il forte legame simbolico tra l’antico e il moderno: dove un tempo si svolgevano le assemblee e la vita pubblica, oggi hanno sede le istituzioni cittadine. In questo modo, la storia di Messina torna a vivere nel cuore stesso della sua sede municipale.

Sull’importanza scientifica dell’operazione è intervenuto anche il dirigente della Soprintendenza ai Beni Culturali, il dottor Luigi Giacobbe. Il dirigente ha sottolineato come la sinergia tra le istituzioni abbia consentito di restituire un presidio di tutela e conoscenza di primissimo piano. Gli scavi sotto il Municipio offrono uno spaccato unico della stratigrafia urbana. Riaprire le teche dell’Antiquarium e i resti monumentali emersi nel cortile rappresenta quindi un passo decisivo per salvaguardare la memoria archeologica della città e diffondere la cultura scientifica sul territorio.

La giornata di festa e riscoperta ha riservato un ruolo d’onore ai più piccoli, veri protagonisti grazie al progetto didattico “Bambini archeologi per un giorno”, ideato e curato dall’Archeoclub Area Integrata dello Stretto, presieduto da Rosanna Trovato. L’iniziativa ha visto la partecipazione entusiasta degli studenti degli istituti comprensivi “Salvo D’Acquisto” e “Albino Luciani”, accompagnati in un percorso immersivo alla scoperta dei segreti del sottosuolo. Divisi in piccoli gruppi, i giovani alunni si sono trasformati in veri ricercatori: prima si sono cimentati nelle tecniche della simulazione di scavo archeologico stratigrafico; in un secondo momento hanno affrontato il delicato lavoro di restauro, ricomponendo i frammenti dei reperti ritrovati; infine, a coronamento dell’esperienza, hanno vissuto la magia di battere e coniare a mano la propria moneta antica. Un laboratorio esperienziale pensato per stimolare la curiosità, avvicinare le nuove generazioni alla storia locale e insegnare il valore del rispetto e della tutela della memoria collettiva.

Con questa restituzione alla collettività, Messina compie un passo fondamentale nella valorizzazione del proprio patrimonio culturale, trasformando il Municipio in un luogo vivo di conoscenza, didattica e identità.

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