Fondi alle nostre eccellenze agricole, ma nei supermercati imperano le arance dello Zanzibar!!!!

Il 30 ottobre 2026 è stata pubblicata la graduatoria definitiva del bando regionale “SRD 13 – Investimenti per la trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli”.

Il bando, prevede una dotazione di 70 milioni di euro, che punta a finanziare gli investimenti per migliorare la competitività e la sostenibilità delle aziende siciliane, che operano nel settore della trasformazione e della commercializzazione dei prodotti agricoli.

Con quest’avviso saranno finanziate 23 domande su un totale di 25, pervenute all’AssessoratoRegionale dell’Agricoltura.

«Vogliamo creare impresa e valorizzare le aziende che investono nell’ammodernamento dei macchinari – afferma l’assessore regionale all’Agricoltura Luca Sammartino – creando valore aggiunto alla nostra economia. Questo è un bando molto atteso dai nostri produttori, sono lieto di potere annunciare che entro la fine dell’anno arriveranno i decreti di concessione e che siamo riusciti in appena quattro mesi ad arrivare alle graduatorie definitive. Aiutiamo chi trasforma, confeziona e vende le nostre eccellenze agroalimentari in tutto il mondo con misure concrete in grado di mettere le nostre aziende nelle condizioni di competere a livello internazionale».

Tuttavia ci si pone una serie di interrogativi:

1. con il bando vengono finanziate 23 aziende, ma sarà fornito loro tutto il plafond del fondo o solo una quota o una percentuale?

2. a quali eccellenze agroalimentari si riferisce l’assessore regionale alla Agricoltura Sammartino?

3. se l’obiettivo del bando è far sì che le aziende agricole siciliane che trasformano, confezionano e vendono le nostre eccellenze agroalimentari in tutto il mondo siano in grado di competere a livello internazionale, come mai noi importiamo gli stessi prodotti dal continente Africano e dal resto di Europa?

Di certo c’è che nei nostri supermercati siciliani ci vengono proposti gli agrumi dello Zanzibar e altra tipologia di merce agroalimentare di provenienza europea.

Si proprio cosi!!!

– arance tipo Valencia provenienti dallo Zanzibar Cat. II e calibro non controllato (n.c.) ad € 1,69 al Kg;
– mandarini provenienti dallo Zanzibar Cat. II e calibro non controllato (n.c.), ad € 3,79 al kg.Tali riferimenti indicano un prodotto ortofrutticolo commerciale destinato generalmente alla vendita a prezzi convenienti o alla trasformazione, a causa di standard estetici e di dimensioni più flessibili o inferiori.

Destinato principalmente al mercato di massa, alla trasformazione industriale o alla vendita a prezzi competitivi.

– i cachi o meglio la varietà Mela Diospyros kaki, provenienti dalla Spagna ad € 4,49 al Kg.(come da nostro report fotografico).

Insomma i nostri prodotti stagionali di matrice siciliana, quali ad esempi le arance tarocco o le arance di Scordia, tipiche della zona della Piana di Catania e della Sicilia orientale;

i mandarini della zona tirrenica, e jonica dell’area metropolitana di Messina;

I cachi mela (e di varietà affini come il Kaki Sharon) coltivati nella zona di Palermo (inclusi centri come Misilmeri) e in altre aree vocate alla frutticoltura dell’isola, dove vanno a finire?

Ciò perchè gli sforzi di ammodernamento e internazionalizzazione siano davvero efficaci, è necessario ricomporre il cortocircuito tra incentivi alla produzione e GDO o grande distribuzione: non avendo senso spingere le eccellenze siciliane sui mercati esteri, se poi sui banchi dei supermercati locali i prodotti del territorio — come il Tarocco di Scordia, i mandarini del Messinese o i cachi di Misilmeri — vengono sovrascritti da merci d’importazione a basso costo o da standard qualitativi inferiori.

La vera sfida per la politica agricola regionale dovrebbe consistere nel coniugare i contributi a fondo perduto, con una seria strategia di filiera e di tutela, garantendo che il valore aggiunto generato dagli investimenti rimanga in Sicilia e protegga i produttori locali da una concorrenza globale spesso sproporzionata????

 

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